“Peter Pan” di J.M. Barrie

Soltanto chi è spensierato, innocente e senza cuore è capace di volare e nessuna famiglia al mondo era vissuta più felice e spensierata fino alla venuta di Peter Pan.

peter pan barrie recensione
Peter Pan di James Matthew Barrie
Oscar Mondadori
2005, pp. 193
ISBN: 9788804477761
9,00 €
Titolo originale: Peter Pan and Wendy

«Quando si diventa grandi si dimentica, purtroppo.»
«Perché si dimentica?»
«Perché non si è più spensierati, innocenti e senza cuore. Soltanto chi è spensierato, innocente e senza cuore è capace di volare

Sono passati tanti anni dal mio primo incontro con Peter Pan. Le pagine della mia edizione sono ormai tutte ingiallite. Rileggerlo è stata una decisione improvvisa, quasi una chiamata. Forse perché in questo periodo ho bisogno di tornare a credere nelle fate, di ritrovare quella fiducia nel lieto fine.

Così ho deciso di tornare sull’Isolachenoncé. Avevo un po’ paura, perché non sapevo se l’avrei riscoperta tale e quale a come la ricordavo. E, in effetti, è stato tutto diverso, più cupo. A partire dallo stesso Peter.

Tutti conosciamo la storia di Peter Pan, il bambino vestito di foglie secche e di linfa degli alberi, che ha ancora tutti i dentini da latte. È scappato di casa, nei giardini di Kensington, quando ha sentito i suoi genitori discorrere di quello che avrebbe fatto una volta diventato un uomo. Lui non vuole diventare un uomo: vuole restare sempre un bambino e vivere spensierato. È per questo che, quando i bimbi smarriti diventano adulti, Peter li butta fuori dall’Isolachenoncé. Egli disprezza le mamme (tutte, tranne Wendy), non le può sopportare: ai bimbi smarriti ha perfino proibito di parlarne, in sua presenza.

È con l’inganno che porta Wendy, Gianni e Michele sull’isola. Fa credere loro che vi troveranno ciò che desiderano. Così, in un venerdì di dicembre (certe cose non accadono che di venerdì!), appena prima di Natale, con la neve ad imbiancare Londra, Peter arriva al n° 14, dove vive la famiglia Darling.

“Nessuna famiglia al mondo era vissuta più felice e spensierata fino alla venuta di Peter Pan.”
Illustrazione: Mabel Lucie Attwell

Tutti i bambini, ad un certo punto, iniziano a parlare di un tale Peter (persino la signora Darling ricorda di averne sentito parlare). Egli va a trovarli di notte, mentre essi dormono, siede ai piedi del letto e suona il flauto per loro. Ma nessuno è mai riuscito a svegliarsi per vederlo. Nessuno tranne Wendy, che rimane subito affascinata da questo bambino, che cerca di riattaccarsi l’ombra col sapone. Quando le propone di seguirlo sull’Isola, per fare da mamma ai bimbi smarriti, non se lo fa dire due volte.

E l’Isolachenoncé è esattamente come i bambini Darling l’hanno sempre immaginata: ci sono i pirati di Gianni, i pellerossa di Michele, e Wendy ha i suoi bambini e la sua casetta per fare la mammina. Tutto va bene finché l’incantesimo della spensieratezza si rompe e allora, consci di quanto devono soffrire i loro genitori, vogliono tornare a casa. A quel punto, l’Isola, così come l’hanno immaginata i tre bambini, non ha più senso di esistere. Crolla per poter poi rinascere per i visitatori successivi. Quanto a Peter, egli dimenticherà, così come solo i bambini sanno fare.

L’Isolachenoncé racconta la crescita, cui nessuno di noi può sfuggire. Una crescita, però, che non necessariamente è qualcosa di orribile. Dipende da ognuno di noi. Possiamo scegliere se diventare come Wendy, che ogni sera siede accanto alla sua Jane, raccontandole le favole, oppure se diventare come Gianni, che di favole da raccontare ai propri bambini non ne ricorda neppure una.

Se Peter è la giovinezza, col suo egoismo, e Uncino è la vecchiaia, con la sua aridità, forse allora la parte migliore sta nel mezzo. E dovremmo trarne il meglio.

2 comments on ““Peter Pan” di J.M. BarrieAdd yours →

    1. Grazie, Alessia. Forse è solo che mi sentivo ispirata. Di solito farnetico e basta, ma sono contenta che ti sia piaciuta. 🙂
      Tu hai letto Peter Pan? O hai letto qualcosa d’interessante, ultimamente?
      A presto!

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