Pemberley di Emma Tennant

“È un fatto universalmente riconosciuto che un uomo sposato, in possesso di una grossa fortuna, debba volere un figlio ed erede.”
Così comincia Pemberley di Emma Tennant, che, nel risvolto di copertina, viene presentato come il ‘brillante seguito di Orgoglio e Pregiudizio, l’acclamato capolavoro di Jane Austen’.

“È un fatto universalmente riconosciuto che un uomo sposato, in possesso di una grossa fortuna, debba volere un figlio ed erede.”

Così comincia Pemberley di Emma Tennant, che, nel risvolto di copertina, viene presentato come il

brillante seguito di Orgoglio e Pregiudizio, l’acclamato capolavoro di Jane Austen.

Quando si tratta di Orgoglio e Pregiudizio, non è che sia necessario sforzarsi per venderci in ogni modo il seguito di turno: lo leggeremo sempre e comunque. Perché noi abbiamo una dipendenza da Elizabeth-Darcy. Come per la cioccolata, per intenderci. Non resistiamo, come davanti ad una teglia di cannelloni. Noi dobbiamo sapere cosa è successo poi.

Se quel poi è anche sotto Natale, in una Pemberley addobbata a festa, tanto meglio.

Eppure, già da quegli stessi risvolti di copertina, avrei dovuto capire quale obbrobrio mi aspettava. Sì, perché si legge:

La giovane Elizabeth Bennet, di origini modeste, e l’aristocratico Darcy Fitzwilliam, finalmente sposi felici, vivono a Pemberley, nel Derbyshire, la sontuosa residenza della famiglia di lui. Sono ricchi e innamorati, ma un’ombra purtroppo turba la loro serenità: a un anno dal matrimonio ancora non è nato il tanto sospirato erede.

Alt! Non si chiama Darcy Fitzwilliam, si chiama Mr Darcy, sempre e comunque. E poi, vogliamo sottolineare la meschinità di quel ‘ricchi‘, per di più in aggiunta ad ‘aristocratico’ e a ‘sontuosa’? Ditemi voi se non sembra l’introduzione dell’Harmony di turno. E: ‘a un anno del matrimonio‘ non è ancora nato un erede. A un anno! Avesse detto a cinque anni, avrei capito. Ma ad un anno!

Ma non finisce qui. Col senno di poi, la parte più esilarante è sull’altro risvolto:

Pemberley è un romanzo ironico e divertente che evita con eleganza i pericoli insiti nel tentativo di seguire le orme di un grande classico, rivelandosi un’opera piacevolmente originale.

Ora, mi domando, ma di quale romanzo starà parlando? Mah.

Andiamo per ordine.
Pemberley Emma Tennant Recensione
Pemberley di Emma Tennant
Sonzogno
maggio 1995, pp. 212
ISBN: 9788845407840; Prezzo: fuori catalogo
Titolo originale: Pemberley

Elizabeth e Mr Darcy sono sposati da un anno e si stanno preparando a festeggiare il loro primo Natale a Pemberley. Elizabeth, dopo le fatiche iniziali nel nuovo ruolo di signora Darcy, ha preso le redini della casa e, per le feste, ha deciso di invitare (finalmente) Mrs Bennet, Kitty, Mary e Jane. C’è un motivo particolare per stare tutti insieme: Mr Bennet è mancato da qualche mese. Elizabeth, nonostante le difficoltà, è felice, e lei e Mr Darcy si amano alla follia. Tutto sembra rosa e fiori, se non fosse per l’erede che non è ancora arrivato.

Fin qui tutto bene, poi comincia la fiera delle castronerie.

Chi ha letto Orgoglio e Pregiudizio, sa che Jane ed Elizabeth fanno un doppio matrimonio, mentre il matrimonio riparatore di Lidia con Wickham ha luogo all’incirca un mese prima. Se scrivi un seguito del romanzo, queste cose le devi sapere.

Eppure ecco che Emma Tennant ci fa sapere che Jane e Charles sono già in attesa del secondo figlio (che segue una bambina di un paio d’anni), mentre Lidia e Wickham hanno una nidiata di bambini (quattro). Georgiana, tuttavia e curiosamente, ha ancora diciassette anni. Anne de Bourgh scoppia di salute, balla e, a quanto pare, è una pianista eccellente. Se questo non bastasse, la signora Bennet non ha affatto intenzione di piangere il marito: si sta operando per risposarsi ed ha già selezionato un successore.

Questa è solo una minima parte delle sconvolgenti corbellerie che si susseguono pagina dopo pagina. Ma la cara Emma si supera e, senza alcun timore, riesce anche a darci una misura della sua non-conoscenza dell’etichetta e delle usanze dell’epoca Regency.

Così ecco che, a Pemberley, va in scena la Sagra della Polpetta.

Tutti invitano tutti, senza neppure avvisare gli stessi padroni di casa (mi pare ovvio!). Giorgiana (Giorgiana!) invita l’adorata Caroline Bingley (l’adorata!). La signora Bennet invita i Wickham, incurante del fatto che Geroge Wickham “non è mai piaciuto a Mr Darcy, fin da quand’erano ragazzi.” (No comment!). Persino i Gardiner si presentano a Pemberley, forse senza invito, ma con la canna da pesca (perché si sa: Natale è il periodo migliore per pescare). Perciò ecco che, mezza giornata, e i vari ospiti arrivano a Pemberley da tutta Inghilterra. Non le facevate così veloci ed efficienti le carrozze, eh?

Vi risparmio il galliname che si scatena in quattro e quattro ottoUn ragliare e un razzolare dove ognuno dà il peggio di sé, a cominciare dai padroni di casa stessi, che sembrano dei super-ormonati. Roba che persino Marianne Dashwood strabuzzerebbe gli occhi.

Passino le lacune sulla conoscenza del romanzo, passino anche quelle storiche, ma, e che cavolo!, a vedere Elizabeth (e Mr Darcy) trasformata in una sgallettata da Harmony della peggior specie non ci sto. Questo è stato davvero troppo.

Se volete saperne di più, vi rimando alla deliziosa ed esauriente recensione di Giorgiana 1972 su Goodreads.

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