Consigli di un fotografo viaggiatore

Tutti gli uomini hanno un cuore…

Me la ricordo ancora, la prima volta che l’ho visto. È sbucato dal buio del corridoio. Tremila borse e borsoni, il giubbotto all’apparenza di tre taglie più grande, l’andatura ciondolante; stanco, sfatto, subito braccato da tante voci, eppure sorridente. Sorride sempre. Anche quando fa le foto. Chissà cosa vede. Ogni volta è una sorta di epifania, una malia che si rinnova. Certo, non tutte le ciambelle gli riescono col buco, ma è pieno di buone intenzioni ed è buono, e questo deve pur contare qualcosa.

È stato lui a suggerirmi di leggere Consigli di un fotografo viaggiatore di Olivier Föllmi. E, anche se non ho esperienza coi libri fotografici o sulla fotografia e so di non avere né la preparazione né la sensibilità giusta per capire,  questa volta ho fatto un’eccezione. Per lui.

Olivier Föllmi è un fotografo di fama internazionale. Di origine svizzera, francese e italiana, nel 2008 è stato nominato dalla rivista Life (la più importante rivista fotografica al mondo. Avete visto I sogni segreti di Walter Mitty?) tra i cinquanta migliori fotografi del mondo.

Föllmi Consigli di un fotografo viaggiatore
Olivier FÖllmi

Fotografo umanista e instancabile viaggiatore, da oltre trentanni viaggia nei luoghi più sperduti del pianeta, cercando di immortalare e valorizzare la gente di ogni dove. Quella gente che, come dice lui stesso, ci fa amare l’umanità che essa stessa costruisce con umiltà, in pace.

E, ne Consigli di un fotografo viaggiatore, questa grande attenzione per l’uomo si percepisce fin da subito. Si sente tanto cuore e un profondo rispetto per l’esistere di ogni singola anima e per tutto ciò che essa custodisce. Ecco allora che cogliere l’emozione di un istante, immortalare l’umanità per portare (e ricordare) l’uomo all’uomo diventa imperativo. La missione di una vita.

© OLIVIER FÖLLMI

Non a caso, Föllmi ricorre spesso all’immagine del traghettatore: perché dell’incessante tentativo di penetrare nell’essenza stessa del mondo ha fatto il suo scopo; per fare della fotografia il tramite di incontri e d’emozioni, un mezzo per ricevere, restituire e condividere, e ridare nobiltà al tempo.

Forse, è proprio a questa intensa comunione con la natura umana, che si deve la sensazione di profonda pace ed armonia che pervade il libro.

© OLIVIER FÖLLMI

Infatti, nonostante chi scriva sia una persona di grande successo, nel raccontare sé stesso, il suo percorso personale di fotografo e la sua concezione di fotografia, non c’è alcuna alterigia. Si sente tanta umiltà. I suoi consigli non sembrano quelli di chi vuole auto-celebrarsi e rimarcare una volta di più il proprio talento, bensì quelli di un mentore che mette la propria esperienza al servizio di chi vuole intraprendere un mestiere affatto semplice.

Sì, perché, come Föllmi mette in chiaro fin dall’inizio, macchina fotografica e tecnica da sole non bastano, per fare un buon fotografo o un fotografo di successo: sono altri, gli elementi che fanno la differenza. Soprattutto in un’epoca in cui chiunque ha accesso alla fotografia e può improvvisarsi fotografo.

© OLIVIER FÖLLMI

Ci vuole pazienza, perseveranza, comunione con l’altro e col mondo, e tanto, tanto cuore. La fotografia è una passione che, come tutte le altre, va coltivata e custodita, dove è imperativo curare la propria sensibilità. Ci vuole impegno, gavetta, eppure lo scopo del fotografo non deve essere riuscire, bensì vivere intensamente, senza diventare preda dei luoghi comuni legati al successo, perché ciò che fa la differenza è la ricchezza interiore.

Solo scoprendo sé stessi ed arricchendo il proprio essere può avvenire quel cambiamento di punto di vista, di disposizione di spirito che permette di offrire uno sguardo nuovo su ciò che si pensa di conoscere bene: solo così si arriva alla meraviglia, all’incanto.

Tuttavia, che si voglia diventare fotografi o meno, ciò che davvero conta è vivere la propria vita: fa’ quello che ami e ama quello che fai. Come Föllmi si cura di ribadire più volte, se si ha un sogno, bisogna coltivarlo e fare, sì, il possibile per raggiungerlo, ma sempre senza perdere sé stessi. Perché solo seguendo la strada migliore per sé, mettendo da parte le aspettative che gli altri hanno su di noi e ci impongono, si può essere felici. E la soddisfazione che ne deriva è impagabile.

E allora: tu, amico viaggiatore, dove desideri andare per cominciare?

Consigli di un fotografo viaggiatore di Olivier Föllmi
Contrasto, 2010
ISBN: 9788869651861, pp. 108
€19.90, Sfoglia il libro
Titolo originale: Conseils d’un photographe voyageur

Per fotografare, talvolta cammino ore per raggiungere una cresta e trovare una vista che mi soddisfi. Poi aspetto ancora per ore la luce giusta: una foto riuscita dipende dal tempo che le si dedica. Amo quei lunghi momenti di marcia, di attesa, di speranza, che mi permettono di entrare in comunione e di ricevere l’immagine come una grazia. Quando alla fine, nell’attimo divino della confluenza dei tre “gioielli” – luogo, luce e soggetto – premo il tasto per scattare, provo un sentimento d’amore. tweet

I più bei regali sono quelli che si danno da cuore a cuore. tweet

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